Un altro capitalismo

Tassi di crescita sostenuti, politica monetaria null’affatto lassista e welfare in espansione: il capitalismo dei paesi emergenti è sempre più agli antipodi di quello occidentale. Così ieri, mentre il premier greco George Papandreou tentava di rassicurare gli investitori internazionali con un piano di tagli drastici alla spesa pubblica, in Brasile il presidente Dilma Rousseff annunciava l’estensione di un nuovo programma di welfare per coprire altri 16 milioni di cittadini.
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Tassi di crescita sostenuti, politica monetaria null’affatto lassista e welfare in espansione: il capitalismo dei paesi emergenti è sempre più agli antipodi di quello occidentale. Così ieri, mentre il premier greco George Papandreou tentava di rassicurare gli investitori internazionali con un piano di tagli drastici alla spesa pubblica, in Brasile il presidente Dilma Rousseff annunciava l’estensione di un nuovo programma di welfare per coprire altri 16 milioni di cittadini.
A differenza che in Europa e negli Stati Uniti, dove da mesi il rigorismo fiscale si è imposto come unico argine all’espansione dell’indebitamento pubblico, i paesi Bric (Brasile, Russia, India e Cina) non lesinano sullo stato sociale, anzi. Anche perché, come sostiene l’economista dell’Ocse Andrea Goldstein in un libro che esce in questi giorni per il Mulino (“Bric alla guida dell’economia globale”), “ciascun Bric deve trovare una sua soluzione per far fronte a contraddizioni interne, in particolare tra la necessità di garantire una crescita accelerata per ridurre la povertà, il persistere di disuguaglianze sociali, funzionali e territoriali e le possibili vulnerabilità di lungo periodo”. Se è vero infatti che nel biennio 2009- 2010 i soli Bric hanno contribuito per il 30 per cento della crescita dell’economia mondiale, Goldstein osserva pure che i 676 milioni di poveri dei quattro paesi costituiscono ancora più della metà dei poveri del pianeta.
“L’inclusione sociale rende la nostra crescita sostenibile”, ha detto la presidente Rousseff prima di spiegare come intende spendere 13 miliardi di dollari nei prossimi quattro anni. Il meccanismo, piuttosto originale, sarà lo stesso del programma Bolsa Familia introdotto in Brasile nel 2003 e che secondo la Banca Mondiale ha ottenuto risultati estremamente positivi: lo stato offre un sussidio monetario per le famiglie a basso reddito con bambini in età scolare, condizionando il sussidio alla frequenza scolastica. Al G20 l’arduo compito di conciliare tassi di sviluppo e politiche economiche così distanti come quelle dell’austero occidente e dei rampanti Bric.